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Phayart Ufficiale Comandante


Registrato: 29/08/06 14:16 Messaggi: 212 Residenza: Doomstadt, Latveria
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Inviato: Gio Ott 25, 2007 9:32 pm Oggetto: |
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> Si voltò verso Donna Sabella "Mi segni pure come preside, madame" poi
> tornò a guardare i colleghi "Mi servono i nomi per i Capi Casa, chi
> vuole accollarsi questo onere? Mi pare che Camuna o Vizzini fossero
> interessati, occorrerà mandargli un gufo per avvisarli, qualcuno
> potrebbe occuparsene per favore?"
> Detto questo si fermò un attimo e poi con un sorriso di soddisfazione
> si rivolse a Scandone "Vero, dimenticavo, tu sei il volontario, un
> gufo a Camuna e Vizzini, al più presto per favore" aggiunse sorridendo
> sarcastico"
"Come vuole."
Scandone fischiò e Basile accorse nella sala mentre scriveva due righe su un
foglio di pergamena. Le consegnò al gufo che attraversò la sala consegnando
il foglio a Vizzini, poi tornò indietro prendendo la lettera più lunga che
aveva scritto per la Camuna.
"Abbiamo i RESPONSABILI DI SEZIONE" disse poi accentuando il termine
corretto, "per Qualgliazzurra, Verrobianco e forse Luporosso, se Vizzini e
Camuna accetteranno..." e guardò Carmelo dall'altra parte della stanza che
sghignazzava. "Mancherebbe qualcuno per Luporosso, l'indirizzo Classico di
magie di bacchetta... ma c'è tempo per questo, vero preside?"
[CUT]
>"Strano" aggiunse Sabella "La bestia non s'era fatta sentire così
>rumorosamente da quando entrò quello scostumato del Baroffi".
"Curioso..." osservò Scandone facendo il vago. "Ovviamente non ci sono
intrusi qui dentro, vero?" _________________
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Phayart Ufficiale Comandante


Registrato: 29/08/06 14:16 Messaggi: 212 Residenza: Doomstadt, Latveria
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Inviato: Gio Ott 25, 2007 9:33 pm Oggetto: |
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Dopo aver osservato attentamente e in silenzio le evoluzioni circensi
di Giano e dopo aver a stento trattenuto un "quanto sei bona figlia
mia" all'arrivo della De Trappisti, Barranca ritenne opportuno
chiarire una faccenda che gli stava particolarmente a cuore.
Si schiarì la gola, fece qualche passo in avanti per attirare
l'attenzione della compagnia e proseguì, aggiungendo le consonanti
dove ne basta una e togliendole quando vanno doppie.
[Nota dell'Autore: dovete immaginare che Barranca parli come il
ministro Parisi. E' un'idea che è nata nello stesso momento in cui mi
è venuto in mente il personaggio e che purtroppo non sono mai riuscito
a farmi passare, quindi oggi non riuscirei a immaginarmelo diversamente…]
"Cari colleghi. Come ben sapete, la mia cattedra è di fondamentale
importanza per una corretta formazione magica ma è giusto che sia
rivolta ai fanciulli che sono realmente interessati. Mi trovate quindi
assolutamente favorevole all'istituzione di un test d'ingresso per
qualsiasi materia. Le fave sono buone, ma se il raccolto è prosperoso
e la pentola è troppo piccola è bene mantenere quelle migliori e
sbarazzarsi delle altre. Concordate?"
I volti impietriti dei colleghi, quasi quanto quello di donna Sabella,
lo spinsero a proseguire.
"Da principio mi rallegro con Sc… Ceee che fastidio che dà questa
Bestia… dicevo, mi rallegro con Scandone e saluto il nuovo direttore
della mia Casa." Detto questo, per intrattenimento, si produsse
nell'imitazione – tra l'altro ben riuscita - di una quaglia, con tanto
di uovo alla fine, uscito non si sa ben da dove. Lo tese verso
Scandone che, alquanto riluttante, lo prese. "Indi, dato che siamo a
corto di personale, mi permetto di chiedere udienza al caro preside
Giano – complimenti vivissimi per la tua recente nomina – perché avrei
giusto qualche ottimo elemento da piazzare in istituto".
Prese Giano a braccetto e, sottraendolo allo sguardo sberluccicoso del
nuovo personale medico che nel frattempo si intratteneva con il resto
degli astanti, lo strattonò leggermente e sussurrò, di modo che gli
altri non lo sentissero: "…riprenditi, Settimio, hai l'ormone
imbizzarrito peggio di un cavallo alla Sartiglia. Ti dicevo, posso
avvalermi della collaborazione di un ragazzo che può darmi una mano
nella gestione della voliera, del cortile, del muflone, e che mandi
avanti la baracca quando sono in gita scolastica o in giro per corsi
di aggiornamento. E' molto giovane ma in gamba e volenteroso, abbiamo
già lavorato insieme e siamo amici di famiglia. Livornese puro, ma
questo non dovrebbe inficiarne la valutazione visto che si tratta del
figlio del direttore del carcere della Focara." Strizzò l'occhio.
"…pensa a quanti vantaggi, preside… un tipo tosto, duro, abituato al
sole torrido… uno che per tenersi in allenamento preferisce lo stadio
alla palestra…"
L'espressione di preoccupazione affiorata sullo sguardo di Giano fu
placata così:
"Non farebbe del male a un polpo, se non per mangiarselo. Il tempo di
contattarlo e avremo una valida mano."
"Se lo dici tu", sentenziò Giano.
"Già… sempre meglio tenersi qualche amico all'interno delle alte sfere
della Sicurezza, si sa mai… ah, per favore; suo padre tende a essere
molto riservato… non facciamogli troppa pubblicità con i ragazzi.
Quando arriveranno".
Tutto compiaciuto saltellò all'indietro verso il resto degli
insegnanti e per poco non andò a sbattere sulla fratello della De
Trappisti, malauguratamente paratoglisi davanti di profilo. _________________
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Phayart Ufficiale Comandante


Registrato: 29/08/06 14:16 Messaggi: 212 Residenza: Doomstadt, Latveria
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Inviato: Gio Ott 25, 2007 10:01 pm Oggetto: |
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>> Detto questo si fermò un attimo e poi con un sorriso di soddisfazione
>> si rivolse a Scandone "Vero, dimenticavo, tu sei il volontario, un
>> gufo a Camuna e Vizzini, al più presto per favore" aggiunse sorridendo
>> sarcastico"
> "Come vuole."
> Scandone fischiò e Basile accorse nella sala mentre scriveva due righe su un
> foglio di pergamena. Le consegnò al gufo che attraversò la sala consegnando
> il foglio a Vizzini, poi tornò indietro prendendo la lettera più lunga che
> aveva scritto per la Camuna.
> "Abbiamo i RESPONSABILI DI SEZIONE" disse poi accentuando il termine
> corretto, "per Qualgliazzurra, Verrobianco e forse Luporosso, se Vizzini e
> Camuna accetteranno..." e guardò Carmelo dall'altra parte della stanza che
> sghignazzava. "Mancherebbe qualcuno per Luporosso, l'indirizzo Classico di
> magie di bacchetta... ma c'è tempo per questo, vero preside?"
Questi erano i momenti in cui Settimio si ricordava di aver incontrato
qualche volta Scandone in passato, in particolare quella strana voglia
che gli cresceva addosso ad ogni uscita di questo tipo, un desiderio
ardente di usare il proprio bastone da passeggio e percuotere
violentemente il collega.
"Capocasa, appunto esimio collega, quelli" aggiunse con un sorrisetto
irritante sulle labbra
>>"Strano" aggiunse Sabella "La bestia non s'era fatta sentire così
>>rumorosamente da quando entrò quello scostumato del Baroffi".
> "Curioso..." osservò Scandone facendo il vago. "Ovviamente non ci sono
> intrusi qui dentro, vero?"
"Nessuno che il libro abbia visto" rispose la custode dopo un veloce
sguardo al suo segnalibro.
Settimio sperava con questo di poter finalmente dare un'occhiata alla
sala professori, ma le sue speranze vennero infrante dal Barranca, che
dopo un lungo preambolo, ringraziamenti e una... diciamo singolare...
dimostrazione delle sue "doti recitative" che suscitarono sensazioni
che neanche un dissennatore sarebbe stato in grado di infliggere, si
ritrovò a braccetto col collega intento ad intorpidirlo con discorsi
su supplenti, mufloni e altre bestie.
"Come se non bastasse Chironea e il resto dei docenti" sentenziò fra
sè per evitare di tirare battutacce ai presenti.
Alla fine del discorso di Barranca si vide costretto ad accettare, o
meglio accettò una decisione che sembrava già presa e potè solo
sottolineare con un "Che bello essere presidi" pronunciato con sorriso
ebete mentre vedeva il professore di Cura delle Creature Magiche trotterellare via
soddisfatto.
Nota per Scandone:
Quando sarebbe arrivato Vizzini nella sala? _________________
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Phayart Ufficiale Comandante


Registrato: 29/08/06 14:16 Messaggi: 212 Residenza: Doomstadt, Latveria
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Inviato: Mar Dic 04, 2007 6:26 pm Oggetto: |
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Al vibrante scambio di sguardi tra Giano e Scandone, Barranca sussurrò,
rivolgendosi alla professoressa Artemis che sembrava vagamente assorta
nei suoi pensieri (lo evinse dalla forma degli occhi, improvvisamente
a mandorla): "Se sentiamo casino durante le lezioni, o di notte, prima
di preoccuparci diamo un'occhiata nell'ufficio del Preside. Magari ci
troviamo questi due che discorrono amabilmente", e mentre osservava
Giano entrare in Sala Professori blaterando qualcosa tra sé e sé,
agitò la bacchetta, raccolse il gufo che gli si schiantò sul petto
("…la prossima volta devo agitarla di meno, siamo troppo vicini alla
voliera…"), gli arrotolò un messaggio sulla zampa e lo spedì, non
prima di avere selezionato l'opzione "TNT Teletransportation 10 seconds".
Qualche istante e tutti udirono un "pop" in mezzo all'atrio.
Un armadio a sei ante abbronzato, capelli corti neri, occhi azzurri,
barbetta, tatuato, piercing al labbro inferiore, con le movenze di
Victor Krum e l'espressione più viva di Gennaro Gattuso, vestito con
scarpe Nike, un paio di jeans strappati, una maglietta rossa e uno
zaino Invicta sulle spalle era apparso dal nulla e faceva ciao ciao
con la manona. Nell'altra mano stringeva il gufo di prima, in chiara
crisi respiratoria. Sulla maglietta era disegnata la famosa effigie di
Ernesto Zapatero, famoso mago sudamericano idealizzato da una parte
della società magica come difensore per eccellenza delle minoranze e
reazionario contro le dittature dei Maghi Oscuri. Una specie di Harry
Potter latino-americano, insomma.
Tutti si bloccarono. Donna Sabella sembrò diventare tutt'uno con il
muro alle sue spalle, tanto sbiancò. A tutti gli altri, dal barone
Otto a De' Vinceis, cadde la mandibola. Persino il Capoccione emise un
gridolino di stupore. La Bestia tacque.
"Luca Malanima, il mio aiutante", annunciò. Barranca gli arrivava ad
altezza ombelico. Visto così sembrava il cugino di David Gnomo, ma
senza barba e cappello. _________________
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Phayart Ufficiale Comandante


Registrato: 29/08/06 14:16 Messaggi: 212 Residenza: Doomstadt, Latveria
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Inviato: Mar Dic 04, 2007 6:27 pm Oggetto: Erano già passati due mesi... |
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La scuola era stata finalmente aperta ed i primi iscritti arrivati
permettendo l'attivazione di qualche corso, la comunità magica aveva
accolto con favole la riapertura del Fulcanelli dopo tanti anni,
all'esterno tutto sembrava andare bene, ma non era esattamente così.
"Il caos", era stata la definizione esatta della situazione della scuola
ad un mese dall'apertura, l'avena formulata Giano dopo l'ennesima
improvvisata di Scandone, comparso all'improvviso in un corridoio con
dei documenti per il preside.
Giano aveva imparato sulla propria pelle che gli incontri con Scandone
potevano essere di due tipi, quelli che iniziavano per "Settimio
senti..." erano di solito tranquilli e colloquiali da buoni amici, di
altra caratura erano quelli che iniziavano per "Preside", parola che
ormai faceva gelare il sangue a Giano e che in più di un'occasione era
stata portatrice di sventure e guai.
La mancanza di personale docente e qualche grana organizzativa dovuta
ad alcune lacune della struttura, non ultima la mancanza di un posto
dove praticare quidditch, dettaglio che al preside non dava affatto
fastidio data la sua manifesta repulsione per questo sport, tutti
questi problemi tenevano l'organizzazione della scuola sempre ad un
passo dal disastro amministrativo, in poche parole la norma per
un'istituzione pubblica italiana.
Almeno per quanto riguardava la gestione tecnica dell'istituto tutto
sembrava regolare, una squadra di elfi domestici era stata assunta a
tempo pieno per aiutare il personale umano della scuola, anche se
avevano preteso il giovedì pomeriggio libero per non ben definiti
motivi.
In vista dell'inverno il sistema di riscaldamento del Fulcanelli era
stato completamente riattivato, insieme alle normali scorte di legname
era stato acquistato anche un bel quantitativo di Brucciolo.
Il Brucciolo era una pianta di natura magica che aveva la bizzarra
caratteristica di "bruciare per simpatia", in generale si cerca di far
stare la gente lontana da queste piante per evitare dolorosi problemi,
nella comunità magica era molto apprezzato perchè impiega moltissimo
tempo a consumarsi una volta acceso, un bel risparmi rispetto il
comune legname.
Non si trattava di una pianta particolarmente grande, in pratica era
un grosso cespuglio che poteva crescere fino ai due metri di altezza e
con l'abitudine di prendere fuoco all'improvviso, tanto da essere una
pianta irresistibile per fenici e salamandre, oltre ad essere un
costante problema giustificarne i danni involontari ai babbani,
compresa una vecchia questione con un piccolo cespuglio di brucciolo
che causò qualche fraintendimento molti secoli fa.
Anche il problema dei "capicasa", o come continuava a ribadire Scandone
"Capi Sezione", con scarsa fortuna vista l'allergia di Giano a quel
termine istituzionale, la questione venne risolta dal preside nel
giro di una decina diminuti.
All'ennesima richiesta di Scandone di nominare i quattro responsabili
delle case, termine su cui pareva esserci convergenza di vedute col
preside, Settimio si guardò intorno e cercò i primi quattro docenti in
vista, fatto questo sentenziò col tono di uno che si sta togliendo un
peso dallo stomaco.
"Scandone, complimenti su sei a capo di Quaglia Azzurra, De Vincei a
Cervo Verde..." in quel momento Leonardo avverì una sensazione di
disagio, come se avesse mancato qualche dettaglio nelle sue visioni
del futuro."
"... la cav... Bellachioma a Luporosso..." le orecchie della centaura
fischiarono per un attimo, come se qualcuno avesse pronunciato un
antico nome germanico molto inviso ad equini e similari.
"... ed Artemisia a Verro Bianco, per ora sono questi salvo problemi,
rinunce o disastri assortiti" aggiunse con un sorrisetto di soddisfazione.
Detto questo si avviò verso l'aula 22 per la lezione d'incantesimi di cui
provvisoriamente deteneva la cattedra. _________________
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